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Ipertensione arteriosa male dei nostri tempi

Ipertensione arteriosa male dei nostri tempi

La pressione alta in relazione al benessere

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Rara nei paesi in via di sviluppo, l'ipertensione arteriosa è una delle patologie più frequenti e più preoccupanti dei paesi sviluppati. Nonostante i progressi realizzati nell'individuazione e nel trattamento, il controllo della pressione arteriosa resta molto spesso insufficiente.

Come il diabete, o l'obesità, l'ipertensione arteriosa è diventata pericolosamente banale nelle nostre società industrializzate. Con il suo carattere insidioso, con la sua responsabilità verificata nelle malattie cardiovascolari e cerebrali, l'ipertensione arteriosa è uno dei grandi problemi attuali della sanità pubblica.

L'età è il primo fattore naturalmente, ma ogni individuo non è esposto nello stesso modo a questa patologia. L'età, che si accompagna ad una maggiore rigidità delle pareti dei vasi, è il principale fattore di rischio. La frequenza dell'ipertensione arteriosa cresce regolarmente con l'invecchiamento, e riguarda l'1% soltanto nelle persone dai 20 ai 29 anni, ma ben il 20% dei 60-69 anni ed il 50% degli oltre 80 anni.

L'invecchiamento demografico della popolazione lascia naturalmente predire un numero crescente di pazienti affetti da problemi di pressione arteriosa.
Conseguenza frequente di una vita sedentaria e di un'alimentazione errata, l'ipertensione arteriosa è anche più frequente in obesi e diabetici.

Appare più precocemente negli uomini, ma se le donne giovani sembrano relativamente 'protette', a partire dalla menopausa la frequenza dell'ipertensione femminile raggiunge rapidamente quella degli uomini.

Una patologia così frequente esercita un'influenza non trascurabile anche sulle spese mediche. Questi trattamenti sono, tuttavia, indispensabili per evitare complicazioni renali e, soprattutto, cardiovascolari. Grazie ad una migliore individuazione, la proporzione di pazienti ipertesi non diagnosticati e non trattati è considerevolmente diminuita negli ultimi 30 anni.

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