Molte volte quando vediamo lo stile di pedalata di un determinato ciclista professionista di successo, tentiamo di imitarlo, senza fermarci a pensare come questo stia facendo quello che sta facendo, e qual è stato il processo per potere fare quello che ha fatto.
Ci riferiamo alla cadenza di pedalata, e concretamente alla celebre cadenza che realizzava il campione americano Lance Armstrong, 110-120 pedalate per minuto, sia con sviluppi brevi che lunghi.
Da quel momento sorse una corrente di allenamento, alla ricerca di realizzare questo tipo di pedalata.
Per potere realizzare questa cadenza dobbiamo lavorare su tre aspetti:
In primo luogo: occorre avere una gran struttura muscolo-tendinea, cioè, tanto i muscoli che intervengono nella pedalada, così come i tendini e le inserzioni tendine-muscolo, e tendine-osso devono stare allo stesso livello. Devono potere sopportare lo stesso carico di lavoro. Se alcuni degli elementi che compongono questa catena difettano, succede come con una catena : si rompe per l'anello più debole. Siamo costretti allora a non poter realizzare questa tecnica, o nel suo caso più drastico, ad una tendinite.
Secondo: Dobbiamo lavorare sulla tecnica. La nostra tecnica deve essere perfetta, occorre una pedalata ed una posizione in sella perfetta e tronco e braccia flessibili per poter tenere questa posizione senza sforzo.
Terzo.- In terzo luogo dobbiamo avere molta agilità dei nostri arti inferiori. Per questo, dobbiamo lavorare con esercizi di stretching tutti i giorni.
Per poter realizzare una progressione che ci porti al conseguimento di questo obiettivo possiamo farci aiutare da uno strumento importante che sono i rulli a tre cilindri.
Esercizi con i rulli
Un esempio di lavoro utilizzando questo tipo di rullo sarebbe:
1. - cominciamo il lavoro, con sviluppi elevati e cadenze basse, 50-60 pedalate, 53x12. Il tempo di lavoro attorno ad un'ora chr potrebbe consistere per esempio in ripetizioni di 6' di lavoro con 3' di riposo.
2. - successivamente dobbiamo allungare i tempi di esecuzione di ogni ripetizione, riducendo le serie e pertanto i riposi, fino a fare l'ora senza riposo.
3. - in una terza fase dovremmo introdurre, sulla base delle stesse serie realizzate precedentemente, un cambiamento diminuendo gli sviluppi (39x19x17) ed aumentando progressivamente la cadenza, 90-100, 100-110,110-120, 120-130 rpm. Questo lavoro deve realizzarsi con molta attenzione e dobbiamo assicurarci che la nostra posizione sia quella corretta.
4. - una volta che abbiamo svolto tutto questo lavoro, entreremmo nell'ultima fase, quella di portare su strada questa cadenza, ma solo in momenti determinati, per esempio con la stessa velocità, ma con sviluppi molto bassi (39x23x25).
Bisogna comunque avere sempre presente il principio di individualità dell'allenamento per cui ogni persona ha la sua cadenza propria, la sua tecnica e la sua risposta allo sforzo, per questo dobbiamo continuare sempre a perfezionarci, ma tenendo ben presentd che ognuno di noi ha il suo stile.